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g_sema001: IL SEMAFORO GIRASOLE

Cari bambini, questa che voglio raccontarvi, è una storia un pò particolare, perchè riguarda un personaggio che raramente entra nelle fiabe.

Il prottagonista di questa vicenda, difatti, è nientemeno che un .... SEMAFORO!

Per rendere il racconto più scorrevole, sarà necessario dargli un nome e, se siete d'accordo, avrei pensato di chiamarlo GIRASOLE

Che ne dite?

Dovete allora sapere che il nostro amico era situato all'angolo (o meglio dire all'incrocio) di una trafficatissima strada, in una grande città; il suo lavoro era davvero molto impegnativo. Non parliamo ppoi delle cosiddette ore "di punta"... Un vero disastro: dover controllare il passaggio di tram, autobus, macchine, motorini, pedoni...

Una professione importante, la sua, che lo teneva occupato giorno e notte!

Ma Girasole, pur così coscienzioso nello svolgere il suo compito, aveva un debole.

Eh, sì, cari bambini: questo personaggio aveva un cuore molto generoso, e da lì iniziarono i suoi guai.

Mi spiego meglio: quando, per esempio, vedeva che dall'altro capo del marciapiede c'erano vecchietti che faticavano a camminare, oppure bambini, ebbene... lui si commuoveva, e faceva scattare il segnale del verde più a lungo del dovuto! Riprendeva quindi il ritmo quando i suoi "protetti" erano passati sani e salvi.

Questo attegiamento, diciamo così, inconsueto, non era sfuggito al Vigile Urbano che controllava il traffico; si spazientiva, tirava fuori il suo telefonino e chiamava subito il Tecnico delle riparazioni: - Venga subito, per favore, c'è un semaforo che non funziona bene, il traffico è bloccato! C'è da impazzire! Ma come si fà, io sono stufo di questo caos!-

Il Tecnico arrivava, controllava, correggeva, muoveva qualche vite, infine ripartiva ma, dopo qualche giorno, il fenomeno si ripeteva. Allore il Vigile cominciò a segnalare alle Autorità competenti che quel semaforo lì era strano, non rispettava i tempi, forse era troppo vecchio: insomma, bisognava cambiarlo.

Dopo varie discussioni, la decisione fu infine presa: Girasole sarebbe andato in pensione! Ma non fu destinato a finire fra i rottami: in fondo, era stato appena riverniciato di giallo, si presentava bene, e le sue luci verde/rosso/giallo, si accendevano... poteva servire ancora, sarebbe bastato un posticino adatto a lui...

Infine fu portato all'incrocio di una strada di campagna, e situato lì.

Quella strada, che si snodava fra i campi ed i prati, rilucendo al sole come un bel nastro chiaro tra il verde che brillava intorno, era stata per l'appunto inaugurata da poco. Traffico ce n'era pochissimo: qualche trattore, qualche bicicletta, un paio di motorini al giorno.
Insomma: poco male, quindi, se quello strano semaforo non fosse stato preciso al secondo con le sue luci.

Certo, i primi giorni, Girasole si trovò parecchio spaesato: dopo il rumore caotico della città, tutto quel silenzio lo rendeva triste: si sentiva inutile, non c'erano vecchietti e bimbi da aiutare... pensava isomma che la sua vita fosse ormai finita...
La strada nuova, non era molto distante dal paese, e prorpio in quel luogo abitava anche un simpatico cagnolino. Si chiamava Pallino: un cagnetto basso, col pelo bianco pezzato di nero, ed era pure un tipetto sveglio ed intelligente. Non so descrivervi il suo stupore quando, durante la sua passeggiata giornaliera in mezzo ai campi, vide Girasole, e lo scambiò per uno strano alberello che cambiava colore!

Gli girò attorno, lo annusò, lo riguardò a lungo, poi corse difilato dal suo amico Nerone (un cagnone grande e grosso, ma buono come il pane) per raccontargli la stupefacente novità: all'incrocio, vicino al campo di pannocchie, ... c'era un albero con tre occhi colorati!

La voce si sparse e, verso sera, Girasole si trovò attorniato da un sacco di amici (cagnolini, cagnetti, cagnoloni, gatti, lucertole, un tacchino di passaggio con la sua signora, un gruppo di petulanti oche bianche, un merlo sapiente che abitava vicino ad un pioppo, ecc...).

Tutti volevano conoscere la sua storia, e molto volentieri Girasole raccontò della grandee città, dei grattacieli, dei tram che passavano scampanellando... Lo ascoltavano affascinati: in fondo, nessuno di loro si era mai mosso dal paese, e certe cose non se le sarebbero nemmeno sognate!

Passavano i giorni, le settimane, ma Pallino capiva che Girasole aveva bisogno di uno scopo nella vita.

Come fare?

Fortuna volle che un giorno, passando nei pressi del Comune, sentisse il Sindaco che diceva ai suoi Assessori: "Signori, qui ci vuole un nuovo Asilo; e poi faremo anche una Scuola, in questo benedetto paese nascono troppi bambini e l'edificio vecchio non basta più."

Il cuore del buon cagnetto sobbalzò, ed il suo cervello cominciò a lavorare freneticamente: che notizia splendida! Chissà che traffico ci sarebbe stato...

Si mise a correre dimenando allegrissimo il suo pezzetto di coda, e quando giunse dal suo amico, esclamò: !Oh, Girasole, che novità, che novità! Vedrai che fra non molto avrai parecchio da fare! Abbi fede, non ti dico altro!"
E prima che Girasole avesse ben capito cosa intendeva Pallino, questi scappò via.
Intanto l'estate trascorreva serena e il nostro semaforo cominciava ad apprezzare la quiete della campagna, con le belle notti stellate, il canto dei grilli e delle ranocchie che facevano concertino. Non si sentiva più così stressato: le sue luci si accendevano regolarmente; poteva, insomma, invecchiare in santa pace.
Dalle amiche lucertole, aveva comunque notizie giornaliere sulla costruzione dell'asilo.

Difatti, dopo un pò cominciarono a passare camion carichi di mattoni, sacchi di cemento, piastrelle, ed infine di seggioline e tavolini colorati. Inutile dire che Girasole aveva un gran daffare. In più, si sentiva il cuore in gola: l'attesa era grande: che sarebbe successo? Che c'entrava lui con tutto quel via vai?
Infine, una mattina di Settembre (sapete, bambini, una di quelle mattine col cielo azzurro e le nuvolette bianche...) Girasole per poco non si bloccò sul ROSSO tanta fu l'emozione che lo colse.

Dall'altro lato della strada, proprio di fronte a lui, una frotta di bambini col grembiulino bianco ed il fiocco rosa o celeste al colletto, aspettava il suo segnale per passare.

Che felicità, ragazzi! Il nostro eroe non credeva ai suoi occhi! Se non fosse stato piantato nel cemento così solidamente, forse sarebbe caduto per terra svenuto...

Ma si riscosse, scattò sul VERDE ed i bimbi gli passarono accanto allegri e vocianti, coi loro cestini della merenda, rosei e freschi come fiori: proprio una bellezza vederli!

Ad un tratto però Girasole si accorse che non erano passati tutti: in fondo alla fila ce n'era uno più piccino che restava indietro. Notò che non camminava come gli altri: faceva più fatica, forse era successo qualcosa a quelle sue gambette così esili e tenere. Allora il nostro amico capì che era giunto il suo momento eroico!

Fece uno sforzo immane e... rimase sul segnale VERDE finchè il piccolino non gli giunse proprio accanto.
E, chissa perchè, il bimbetto volse lo sguardo in su e gli sorrise.
Questo era troppo! Un sorriso di bimbo, e solo per lui, un povero semaforo!

A questo punto Girasole perse completamente la bussola: le sue luci si accesero tutte insieme, ed un malcapitato automobilista che arrivava in quel momento, rimase lì imbambolato, non sapendo cosa fare.

Come potete ben immaginare, bambini cari, da quel giorno la vita di Girasole cambiò. Aspettava con ansia che arrivasse il mattino per rivedere i suoi piccoli amici ed il bimbetto prediletto: ormai si sentiva ringiovanito di colpo e comprese che anche lui, pur vecchio e un pò malandato, poteva ancora essere utile a qualcuno.

   

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