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Angolo delle favole Architetto x bimbi Bambini junior Bambini Progettisti Caduta libri Piccoli giardinieri Progettazione Prog. partecipata Arredamenti Allestimenti Sicurezza Attività, laboratori Manifestazioni Formazione lavoro Edicola i nostri amici | ![]() CITTADINI D'EUROPA " Nell'ottobre 1997, al termine del Convegno Nazionale di Venezia, Irene Balaguer ci propose un appuntamento a Barcellona per riprendere le fila del lavoro sviluppato dalla Rete europea per l'Infanzia nei cinque anni del suo incarico. La proposta consisteva nel coinvolgere alcune riviste rivolte agli educatori e alle educatrici dell'infanzia e provare a realizzare qualcosa insieme. Ci siamo incontrati a Barcellona in due riprese, coinvolgendo i rappresentanti di sette diversi Paesi: Italia, Spagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Danimarca. Con Paesi Bassi e Danimarca non è andata in porto al primo colpo e abbiamo dovuto trovare un nuovo interlocutore. Con la Germania non siamo riusciti finora a trovare un partner. Ma abbiamo trovato un accordo e siamo partiti. C'è un coordinatore generale, Peter Moss, già coordinatore della Rete Europea e docente presso l'Unità di Ricerca Thomas Coram, Istituto di Pedagogia dell'Università di Londra; c'è un coordinamento editoriale costituito dai rappresentanti delle sette riviste che partecipano al Consorzio (vedi la presentazione in seconda di copertina), c'è una redazione comune a Londra e un servizio di segreteria di redazione a Glasgow. È un pò complicato, ma stiamo provando a farlo funzionare: il coordinamento editoriale si trova due volte all'anno per programmare i contenuti della rivista, ogni Paese si impegna - sulla base del progetto concordato - a commissionare un articolo specifico, a tradurlo in inglese e ad inviarlo con il materiale fotografico alla redazione di Londra. La redazione costruisce il numero e restituisce il materiale lavorato ai sette corrispondenti. Ognuno traduce il tutto nella propria lingua e "Bambini in Europa" è pubblicato contemporaneamente in Italia in italiano, in Spagna in castigliano e in catalano, in Francia e in Belgio in francese, nei Paesi bassi in fiammingo, in Danimarca in danese, in Scozia in inglese (anche per l'Inghilterra e il Galles). Eccoci con la prima prova di una collaborazione "sofferta", ma convinta. Ci sono alcune cose da migliorare, altre cui dovremo fare l'abitudine perché rappresentano culture diverse e abitudini diverse anche nel riflettere e nello scrivere. Crediamo che sia un passaggio importante, una scommessa su un futuro certo e che fa già parte della nostra vita, un modo per non accettare che l'Europa sia solo quella del denaro e delle banche. Già sono possibili molte forme di collaborazione tra scuole di Paesi diversi, già è possibile la mobilità dei lavoratori e delle lavoratrici con possibilità di esperienze molto diverse. Il nostro obiettivo è quello di dare un contributo alla conoscenza reciproca, di mettere in atto forme di maturazione comune in un settore particolarmente delicato come quello dell'educazione dell'infanzia. L'unità europea è un processo ormai irreversibile, se puntiamo su un risultato di qualità dobbiamo incominciare a pensare "europeo", se vogliamo un futuro rispettoso dei cittadini, dei loro diritti, della loro personalità, dobbiamo preoccuparci di "fare gli europei", di educare i bambini che vivono in Europa ad essere i "bambini dell'Europa". F. C. |
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