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Per rispondere a molti che ci chiedono testi ed informazioni relativi
all'Architettura per l'infanzia abbiamo pensato fosse utile una breve
presentazione di un libro sul tema, unico nel suo genere, innovativo,
interessante e perciò imperdibile per chiunque sia interessato
al tema dei bambini.
"bambini, spazi, relazioni..." affronta in modo analitico una
serie di "criteri" di progettazione per l'infanzia, evidenziando,
con la sua ricerca, molti aspetti e problematiche attuali.
Il libro, da poco presentato alla Feltrinelli, è un felice connubio
tra Reggio Children e la Domus Academy Research Center con la collaborazione
del Ministro della Pubblica Istruzione e rappresenta una prima risposta
alla ricerca da parte di architetti, designer, pedagoghi ed insegnanti
sulle caratteristiche fisiche ed immateriali degli spazi per bambini.
L'attenzione è rivolta, naturalmente, ad ambientazioni scolastiche
(nidi e scuole d'infanzia).
Si affrintano le strategie dell'attenzione, ovvero di come la scuola deve
essere un luogo capace di sostenere ed alimentare le percezioni sensoriali.
Della necessità di ambienti complessi, fatti di contrasti e sovrapposizioni,
di ambienti flessibili, manipolabili emutabili con i processi di autoapprendimento
dei bambini.
Di come la percezione, l'azione e la riflessione diventino strategie fondamentali
per la costruzione del sapere individuale.
Dell'aspetto gerarchico del corridoio che, quindi, andrebbe eliminato,
favorendo, invece, la relazione tra interno ed esterno che conduce ad
uno degli aspetti fondamentali della progettazionne: la luce.
Dell'importanza della luce qui considerata come "materiale visibile"
specialmente se manipolata, accolta, schermata o addirittura annullata
(costruzione di paesaggi luminosi).
Del colore, fondamentale nella vita di tutti, ma difficilmente catalogabile.
Evidenziando, su questo argomento, due concetti che riteniamo tra i più
importanti di quelli esposti nel libro: la preferenza di ambienti policromatici,
così che ogni soggetto possa sincronizzarsi sul suo colore preferito
e l'importanza di ambienti che risultino leggermente spogli per raggiungere
un pieno equilibrio attraverso l'ambientazione complessiva.
E, naturalmente, ritroviamo uno studio sui sensi, fondamentali per "uno
sviluppo ricco ed equilibrato dei bambini".
L'esperienza tattile con i materiali.
L'olfatto che, più istintivo, riporta alla memoria.
L'udito, che si stà perdendo per la cacofonia dei suoni cui siamo
sottoposti passivamente.
E del rapporto con la natura che, quando visibile, con le sue straordinarie
gradazioni cromatiche, riporta al senso delle stagioni e del tempo.
Concludiamo questa rapida panoramica sulla ricerca e sperimentazione effettuata
nelle scuole di Reggio Emilia con l'augurio che anche da noi, ognuno con
il proprio lavoro, possa continuare ad incrementare queste ricerche per
i nostri bambini perchè, come dice il libro, "L'orchestrazione
della complessità produce la ricchezza (e non il caos)".
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